Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/11144/750
Title: Sopra l’acqua, sospeso: una tradizione per accedere all’etereo
Authors: Nocentini, Silvia
Orientador: Mateus, Francisco Aires
Moreno, Joaquim
Keywords: archetipo
sospensione
mutabilità
legno
Issue Date: 19-Jan-2015
Abstract: Ciò che viene identificato dall’alto come Berlenga non mantiene la propria forma nelle viscere interne della roccia, infatti una serie di grotte e passaggi sotterranei si diramano al suo interno modificandone la matericitá. Questo comporta ad una unicità di visione a seconda del punto di vista, esiste un sopra e un sotto. Il limite composto e intrecciato tra aria e terra, costituisce una porta tra due realtà distinte. L’inaccessibilità alla parte alta dell’isola dovuta ai forti pendii é tale che la risalita é intrinseca di curiosità e aspettative. Un’entrata che si sporge verso un altro mondo diverso, la cui importanza aumenta a seconda di quanto l’altra realtà sia differente. Il rifugio incarnerà il punto dove il passaggio é consentito, che inevitabilmente porterà con se il tema della trasformazione, della perdita dello stato precedente verso lo stadio successivo. Una zona emotiva dove viene consumata l’attesa e che potrebbe identificarsi non solo come passaggio verticale attaccato alla roccia ma anche come eremo mentale. Infatti, esso é situato tra l’acqua e l’aria, sostenuto da una parete rocciosa quasi completamente verticale da cui é praticamente impossibile accedervi se non dalle porte di entrata. Il rifugio é espressione dell’istinto primordiale dell’uomo di addomesticare la natura per il suo beneficio, tornando alle sue stesse origini tramite una serie di palafitte in legno dalle sembianze “familiari”. Esse evocano una società antica, non ancora estinta e spesso ripresa perché chiave di certezze. Il legno, materiale considerato ancora “vivo” marcherà il passare del tempo di una struttura atemporale. La soglia che esiste tra sogno e realtà, la cosiddetta dormiveglia, essa sarà il luogo in cui il viaggiatore si riparerà. Il rifugio sarà la porta d’entrata di un mondo che la marea alle volte sommerge, nascondendolo.
Peer reviewed: no
URI: http://hdl.handle.net/11144/750
Appears in Collections:DA - Dissertações de Mestrado
BUAL - Dissertações de Mestrado

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